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Be social with us

Beacons: Che cosa sono e come potrebbero cambiarti la vita

Beacons: In Italia ancora un argomento acerbo ma negli Stati Uniti già molto sviluppata, dall’ambito commerciale ai musei.

Che cosa sono i beacon?

Semplicemente dei trasmettitori Bluetooth che permettono la comunicazione – fino a un raggio medio di 50/100 metri – con dispositivi mobili.

Come comunicano?

Inizialmente per farli comunicare era necessario che il terminale mobile avesse un’applicazione installata che gli permettesse di ricevere il messaggio. Ultimamente la tecnologia permette di “suggerire l’installazione di un’app”.

In pratica è un nuovo canale di comunicazione mobile, con il quale possiamo connettere il nostro smartphone agli oggetti che si trovano attorno a noi, a patto che l’ambiente sia “profilato” con i beacons.

In parole povere: come sono fatti e che costo hanno?

Di varie forme, alcuni sembrano sassi, oppure possono essere badge o portachiavi. Un beacon costa intorno ai 50 euro, ma va programmato. Poi c’è da calcolare la realizzazione dell’applicazione.

Come si usano?

I beacons sono considerati la nuova frontiera del “marketing di prossimità”: possono essere utilizzati da negozi per comunicare offerte o da ristoranti per mostrare menù, i commenti di chi ha già mangiato in quel posto.

Un esempio? Negli Stati Uniti Sephora ha testato i beacons con grande successo.

«E’ come avere un assistente personale che in automatico ci fornisce tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno».

Un altro esempio: I cartelloni pubblicitari del film Minions affissi sui mezzi pubblici si connettevano tramite beacon ai cellulari di chi era sul bus per mostrare il trailer (sempre negli U.S.A.).

E nelle fiere, musei o ospedali a cosa servono i beacons?

Sono “guide hi-tech” che, attraverso il cellulare, raccontano la storia delle opere, il contesto socio-culturale nel quale sono state realizzate e ne svelano i dettagli tecnici. In Italia ci sono già state alcune sperimentazioni in questo campo, tra cui quella promossa dall’Università di Torino assieme ad altri partner alla Reggia di Venaria e presto in altri musei della Penisola. La Regione Lombardia ha recentemente finanziato un progetto simile proposto da Insem su cui sta lavorando proprio Gianfranco Fedele. «I beacon – spiega – ci permettono anche di condividere le informazioni aggiuntive sulle opere a cui abbiamo avuto accesso sui social, aumentando la visibilità del museo e contribuendo a portare nuovi visitatori».

Qual è il vantaggio dei beacons?

I beacons rappresentano un marketing educato e non invasivo.

La comunicazione con questo strumento non disturba il cliente come capita con le pubblicità invasive che portano a cancellarsi da una newsletter, anzi è una tecnologia nata per aiutare le persone, per far scoprire qualcosa di nuovo, per far interagire le persone con un contenuti.

Pensate di essere all’interno di una fiera e voler ricercare uno stand ma non avere la minima idea di dove questo sia. Bene, con i beacons ed un’applicazione sul tuo smartphone sarà facile “farsi guidare” attraverso una mappa digitale che ci porta fino allo stand giusto, una volta in avvicinamento potremmo già vedere dei contenuti multimediali inerenti ai prodotti presenti nello stand.

E questo anche in assenza di segnale GPS.

 

Quale app serve per poterli intercettare?

Sicuramente il consiglio che posso dare è quello di creare un’applicazione ad hoc per il tuo progetto, insieme al mio staff offriamo soluzioni in merito a progetti con i Beacons.

Che futuro avranno i beacons?

Il futuro è loro. SITA ha testato il loro utilizzo negli aeroporti, per mostrare ai viaggiatori la loro posizione, la location dei principali servizi, informazioni su cambio di gate ed eventuali ritardi. Negli eventi questa tecnologia potrebbe presto sostituire mappe e dépliant cartacei e informazioni ripetute al microfono da qualche speaker.

Se sei incuriosito e vuoi saperne di più non esitare a contattarmi!

Socialmente Vostro

Marco

Marco Baldocchi
Marco Baldocchi
m.baldocchi@on-web.net

Marco Baldocchi è nato a Lucca nel 1978, laureato in Comunicazione e Marketing internazionale in Svizzera fonda nel 2005 l’agenzia di comunicazione On Web. Nel 2018 fonda la Marco Baldocchi Group inc. , agenzia specializzata in neuromarketing, a Miami (Florida) e la Emotek Reality ltd. , azienda che si occupa di realtà aumentata ( Miami ). Ricopre il ruolo di Responsabile Nazionale per l’Innovazione Tecnologica per Conflavoro ed è e Responsabile Comunicazione Stati Uniti per il MAIE. Relatore in eventi nazionali ed internazionali in ambito di neuromarketing, docente per realtà tra le quali la 24Ore Business School. Autore di “Neuromarketing per il food” (Flaccovio Editore) e co-autore negli U.S.A. nella pubblicazione “Money Matters Tips vol.2”. Votato dai membri della NMSBA (Neuromarketing Science & Business Association) come 6° miglior speaker nella Neuromarketing Series 2021

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