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Foursquare e gli abusatori: check-in compulsivi e falsi

Il co-fondatore di Foursquare, Selvadurai risponde al fastidioso problema dei check-in fasulli

Un social network con aspetti ludici che ha preso piede anche in Italia: è il fenomeno Foursquare che offre agli utenti la possibilità di indicare ai propri contatti dove si trova e cosa sta facendo o come si sta trovando.

Potremmo affrontare nuovamente il tema della privacy, come nel blog di ieri, ma eviterei per concentrarci su un altro fenomeno recente….  i check-in compulsivi. Foursquare Badge

In un intervista il co-fondatore di Foursquare Naveen Selvadurai, affronta il tema degli utenti “furbi” che eseguono check-in in luoghi dove in realtà non sono solamente per accumulare punti, infatti Foursquare permette facilmente agli utenti di mentire sulla propria posizione, esercitando pochi controlli. L’accusa più cattiva arriva da chi crede che la tolleranza del social network serva per aumentare il successo del servizio che, in soli 18 mesi, ha raggiunto circa 3,5 milioni di utenti.

La risposta di Selvadurai è dura:

«Alcuni maligni sostengono che parte del vostro successo dipende anche dalla facilità con cui si può barare nei check-in, noi lasciamo che gli utenti facciano check-in dove vogliono perché crediamo ci sia un contratto sociale che impedisce loro di mentire sulla propria posizione. Se tu non sei nel posto dove dici di essere, la verità è che stai mentendo ai tuoi amici, che nell’informazione che stai condividendo non c’è nessun valore per loro. E’ come uno status update su Twitter – aggiunge – se dici che sei a Milano e invece sei a Roma è stai semplicemente raccontando una bugia». E le bugie non si dicono.

La logica è perfetta, il team di Foursquare ha fiducia nei propri utenti ed al loro codice etico (eh si l’etica a noi tanto cara!).

Ma la cosa divertente è che quando si effettua un check-in “barando” Foursquare ti prende giocosamente in giro dicendoti che “pensa” che tu sia un po’ troppo lontano da dove “vorresti” essere, in quale caso il check-in è permesso ma non ti porta né punti né badge.

Naveen spiega che questa risposta data dall’applicazione è un metodo per evitare che le persone barino per ottenere premi, se la rilevazione GPS non è precisa, consigliano di ripetere check-in più avanti.

Ed anche in questo caso la logica è invidiabile…. ma la fiducia di cui parlava prima? Beh se serve a combattere gli utenti che, nel giro di 2 minuti fanno check-in compulsivi in almeno 20 luoghi…. ben venga!

foursquare-reale

Marco Baldocchi
Marco Baldocchi
m.baldocchi@on-web.net

Marco Baldocchi è nato a Lucca nel 1978, laureato in Comunicazione e Marketing internazionale in Svizzera fonda nel 2005 l’agenzia di comunicazione On Web. Nel 2018 fonda la Marco Baldocchi Group inc. , agenzia specializzata in neuromarketing, a Miami (Florida) e la Emotek Reality ltd. , azienda che si occupa di realtà aumentata ( Miami ). Ricopre il ruolo di Responsabile Nazionale per l’Innovazione Tecnologica per Conflavoro ed è e Responsabile Comunicazione Stati Uniti per il MAIE. Relatore in eventi nazionali ed internazionali in ambito di neuromarketing, docente per realtà tra le quali la 24Ore Business School. Autore di “Neuromarketing per il food” (Flaccovio Editore) e co-autore negli U.S.A. nella pubblicazione “Money Matters Tips vol.2”. Votato dai membri della NMSBA (Neuromarketing Science & Business Association) come 6° miglior speaker nella Neuromarketing Series 2021

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