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Il Neuromaketing e la questione etica

CRITICITA' ETICA DEL NEUROMARKETING

Nel Neuromarketing, come ormai sappiamo, l’attività neurale viene associata al comportamento del consumatore per realizzare campagne pubblicitarie mirate.

Le neuroscienze stanno quindi prendendo sempre più campo nelle ricerche di marketing.

Per fare questo, vengono utilizzate prevalentemente tecnologie provenienti dal settore medico, come ad esempio l’elettroencefalogramma, che permette di studiare le aree del cervello che vengono attivate durante la visualizzazione di un determinato prodotto, pubblicità, brand ecc..

Tutto questo ha sollevato molti dibattiti sul tema dell’etica attorno al Neuromarketing.

Infatti ci sono consumatori, esperti e studiosi che mi domandano spesso se queste metodologie possano in qualche modo manipolare il comportamento di chi deve acquistare uno specifico prodotto.

In particolare, ho notato che le paure più grandi della comunità dei consumatori verte sui temi si della manipolazione, ma anche della privacy e delle responsabilità.

Insomma, la domanda principale qui è: fino a che punto è etico sfruttare le neuroscienze per vendere di più?

Il Neuromarketing è uguale a persuasione e manipolazione?

Il Neuromarketing è davvero in grado di manipolare il libero arbitrio e persuadere a comportamenti di acquisto compulsivi?

Probabilmente no. E vi spiego perché.

Il Neuromarketing non è in grado di fornire alcun percorso speciale per rendere il consumatore incapace di controllare le proprie azioni e i propri impulsi.

Il Neuromarketing è invece in grado di prevedere alcuni comportamenti di acquisto, ma questo non significa di certo manipolare.

Infatti, con il Neuromarketing si possono fare delle previsioni altamente probabilistiche che però non sono deterministiche.

Cosa vuol dire? Semplicemente che non è possibile persuadere un consumatore ad acquistare un prodotto ma piuttosto è possibile prevederlo.

Gli studi e le ricerche di Neuromarketing che noi professionisti conduciamo forniscono risposte in merito alla probabilità che i consumatori acquisteranno determinati prodotti in alcune circostanze piuttosto che in altre.

I consumatori possono essere prevedibili in maniera probabilistica anche rimanendo liberi di decidere. 

In conclusione, la previsione e la probabilità di assumere un determinato comportamento sono cose molto diverse dalla persuasione e manipolazione.

La parte etica del Neuromarketing: la neuroetica

Alcuni decenni fa, il giornalista William Saffire introduce il termine neuroetica grazie ad un articolo pubblicato sul New York Times.

Egli definiva questa disciplina “un campo d’indagine che si occupa della valutazione di ciò che è giusto o sbagliato, buono o cattivo circa il trattamento, il perfezionamento o l’invasione indesiderata e la preoccupante manipolazione della mente umana”. 

La neuroetica è un campo di studio e di riflessione recente della morale umana sulle nuove conoscenze neuroscientifiche.

Si tratta di una disciplina ancora in via di definizione ma in un costante progresso organizzativo.  

Il codice etico della NMSBA

La NMSBA (Neuromarketing Science and Business Association) ha pubblicato un Code of Ethics (codice etico) che rappresenta il primo passo verso una regolamentazione internazionale dell’uso dei metodi neuroscientifici per studiare le seguenti tematiche:

  • Campagne marketing
  • Design del packaging e dei prodotti
  • Campagne di comunicazione di organizzazioni non-profit e istituzioni governative

Il Code of Ethics per l’industria del Neuromarketing si rifà sui temi seguenti: 

  • ristabilire la fiducia del pubblico per il Neuromarketing
  • assicurare la protezione della privacy dei partecipanti alle ricerche di mercato
  • proteggere gli acquirenti di servizi di Neuromarketing

L’importanza di proteggere i più deboli

Tuttavia, quando si parla di etica di Neuromarketing, ci sono confini chiari e indiscutibili che devono assolutamente essere messi in pratica soprattutto nei riguardi delle categorie di consumatori più vulnerabili.

Tra questi, vi sono ovviamente i bambini, gli adolescenti, persone con dipendenza come il gioco di azzardo, lo shopping, l’alcol, persone con grossi debiti o con malattie cognitive.

Queste specifiche categorie devono poter beneficiare di specifici interventi di tutela all’interno delle discipline neuroscientifiche e di Neuromarketing.

Se vuoi saperne di più, puoi mandarmi una email a m.baldocchi@on-web.net . 

Marco Baldocchi
Marco Baldocchi
m.baldocchi@on-web.net

Marco Baldocchi è nato a Lucca nel 1978, laureato in Comunicazione e Marketing internazionale in Svizzera fonda nel 2005 l’agenzia di comunicazione On Web. Nel 2018 fonda la Marco Baldocchi Group inc. , agenzia specializzata in neuromarketing, a Miami (Florida) e la Emotek Reality ltd. , azienda che si occupa di realtà aumentata ( Miami ). Ricopre il ruolo di Responsabile Nazionale per l’Innovazione Tecnologica per Conflavoro ed è e Responsabile Comunicazione Stati Uniti per il MAIE. Relatore in eventi nazionali ed internazionali in ambito di neuromarketing, docente per realtà tra le quali la 24Ore Business School. Autore di “Neuromarketing per il food” (Flaccovio Editore) e co-autore negli U.S.A. nella pubblicazione “Money Matters Tips vol.2”. Votato dai membri della NMSBA (Neuromarketing Science & Business Association) come 6° miglior speaker nella Neuromarketing Series 2021

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