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Be social with us

Il social marketing non è cosa per stagisti


Con questo titolo leggermente provocatorio non vogliamo denigrare gli stagisti in alcun modo ma ricordare alle aziende che occorrono competenze e preparazione.

Cerchiamo di sintetizzare i punti di forza e di debolezza di una strategia di comunicazione sui principali canali social in Italia: Facebook e Twitter, senza dimenticare Google Plus.

1. La cosa più importante: INFORMARE

Parola d’ordine: creare valore
Inseriamo il nostro prodotto o brand nello scenario corretto fornendo suggerimenti sui possibili utilizzi. Il nostro utente medio ha buone probabilità di conoscere il nostro prodotto grazie alla pubblicità tradizionale o al passaparola o al sito aziendale. L’attività social deve andare oltre, creare idee nuove o almeno suggerirle. Prendiamo ad esempio il cibo, se vogliamo proporre il farro, oltre alle sue caratteristiche alimentari, già sicuramente conosciute, proponiamo ricette sfiziose sollecitando i tasti persuasivi della soddisfazione del palato.

2. La novità interessante: INTERAGIRE

Ogni utente social vuole essere attivo nella community, aiutiamolo a farlo… come? ringraziamolo per i complimenti, rispondiamo alle sue domande, offriamo gadget.. usiamo la creatività per inventare ruoli che premiano la fedeltà. Non è importante “vendere” ma fidelizzare.

3. Prima di parlare bisogna saper: ASCOLTARE

Tutte le conversazioni attorno al nostro prodotto o brand sono una fonte di ricchezza enorme per l’azienda, infatti permette di monitorare il “mood”, ovvero il chiacchericcio che ruota attorno all’azienda. Le opinioni di chi parla di noi permette di avere spunti importanti per il futuro.

4. Saper esserci al momento giusto: FORNIRE ASSISTENZA

Il social network è diretto, immediato e l’utente cerca il contatto spesso in caso di difficoltà o delusione verso il prodotto o brand. Ecco che il social diventa un servizio clienti veloce e puntuale, ma fate attenzione, una domanda inevasa può scatenare risse virtuali.

5. Mai andare sopra le righe: USARE LA PAZIENZA

Una community è un’ambiente molto fragile. Non fatevi prendere dalla rabbia se un utente si comporta in malo modo, non offendetelo per nessun motivo, usate l’ironia con molta parsimonia, dimostratevi sempre interessati alle opinioni dei vostri utenti ma siate sempre fermi nel rifiutare linguaggi volgari o inappropriati.

5… e non finisce qui…

Questi punti sono un consiglio e sicuramente non esauriscono le sfumature del social media marketing e non entrano nel merito degli strumenti di misurazione per valutare l’effettivo successo dei nostri sforzi.


Affidarsi a una consulenza esterna per pianificare la nostra avventura sui social network e gettare le basi di una comunicazione produttiva è sicuramente un ottimo inizio, ma ricordiamo sempre che deve essere un gioco di squadra. Nessuno, meglio del personale interno all’azienda può conoscere le caratteristiche del prodotto/brand su cui fare leva. 

Quindi.. perchè non diventare un po’ più social?

Marco Baldocchi
Marco Baldocchi
m.baldocchi@on-web.net

Marco Baldocchi è nato a Lucca nel 1978, laureato in Comunicazione e Marketing internazionale in Svizzera fonda nel 2005 l’agenzia di comunicazione On Web. Nel 2018 fonda la Marco Baldocchi Group inc. , agenzia specializzata in neuromarketing, a Miami (Florida) e la Emotek Reality ltd. , azienda che si occupa di realtà aumentata ( Miami ). Ricopre il ruolo di Responsabile Nazionale per l’Innovazione Tecnologica per Conflavoro ed è e Responsabile Comunicazione Stati Uniti per il MAIE. Relatore in eventi nazionali ed internazionali in ambito di neuromarketing, docente per realtà tra le quali la 24Ore Business School. Autore di “Neuromarketing per il food” (Flaccovio Editore) e co-autore negli U.S.A. nella pubblicazione “Money Matters Tips vol.2”. Votato dai membri della NMSBA (Neuromarketing Science & Business Association) come 6° miglior speaker nella Neuromarketing Series 2021

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