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Be social with us
facebook celebra l'orgoglio LGBT

Foto profilo con i colori dell’arcobaleno? Orgoglio o strumento?

Da alcuni giorni è possibile colorare la proprio foto profilo con i colori dell’orgoglio LGBT, e se fosse uno strumento di Facebook?

La mossa di Facebook di permettere agli utenti, tramite questa pagina www.facebook.com/celebratepride, di colorare la propria immagine profilo con i colori dell’orgoglio LGBT è stato un reale supporto a favore del diritto delle coppie omosessuali di sposarsi, o un abile esperimento sociale, al quale gli utenti si sono prestati, ignari, a recitare la parte delle cavie di laboratorio?

Sono circa 26 milioni le persone che hanno colorato di arcobaleno la foto del profilo Facebook, la domanda nasce quindi spontanea. Già in passato Facebook era stato criticato per il modo in cui studiava le reazioni emotive degli utenti a seconda del tipo di post che veniva loro presentato e aveva utilizzato “giochini” simili, ricordate il Compleanno del social network? lo scrissi qui: “facebook compie 10 anni”.

E’ arrivata prontamente la risposta del team del social più utilizzato al mondo: l’arcobaleno sarebbe nato nel corso di hackaton (una gara di programmazione) interno all’azienda, e sarebbe piaciuto tanto da decidere di proporlo a un pubblico più vasto. Senza secondi fini.

Credo che Facebook non abbia avuto l’intenzione inizialmente di sfruttare la cosa, ma ho difficoltà nel pensare che non analizzino i dati raccolti.

Se vi ricordate, nel marzo di quest’anno, due ricercatori di Facebook, Bogdan State e Lada Adamic hanno pubblicato i risultati di uno studio da loro effettuato su come il sostegno verso argomenti “sensibili” si possa espandere all’interno della rete sociale. In quel caso, 3 milioni avevano sostituito la foto del profilo con il simbolo grafico “uguale”. La scoperta più entusiasmante non fu tanto il numero di sostenitori, quanto il fatto che molti iscritti a Facebook vedendo i loro amici cambiare la foto profilo lo cambiavano a loro volta.

La ricerca indicò che le persone si prendevano il loro tempo per decidere, ma il sostegno cresceva lento e sicuro nel tempo, via via che sempre più persone, incoraggiate dall’esempio degli amici, decidevano di schierarsi.

Temi “caldi” come il matrimonio tra persone dello stesso sesso, sostenuti anche con un piccolo gesto come colorare di arcobaleno il proprio profilo, può avere degli effetti concreti, causare tensioni con familiari, amici e colleghi, e richiede perciò una certa dose di coraggio.

Per comportamenti sociali diventa quindi più semplice schierarsi quando si è certi che sono in molti a farlo.  Proprio per questo motivo credo che non sia un “gioco” il tool arcobaleno di Facebook ma uno strumento che mette in moto effetti sociali su una vasta gamma di comportamenti concreti.

Secondo te, gli utenti Facebook, credendo di esercitare coraggiosamente una forma di libero arbitrio, hanno capito di fornire informazioni preziose a chi le masse, un domani potrebbe volerle indirizzare con una mano invisibile?

Anche se sembra una domanda alla Adam Kadmon, me la sono posta… dopo aver letto lo status di una dottoranda in scienza delle comunicazioni dell’Illinois, Stacy Biasola: “questo è uno di quegli studi di Facebook a cui voglio partecipare!”.  

Socialmente Vostro

Marco

Marco Baldocchi
Marco Baldocchi
m.baldocchi@on-web.net

Marco Baldocchi è nato a Lucca nel 1978, laureato in Comunicazione e Marketing internazionale in Svizzera fonda nel 2005 l’agenzia di comunicazione On Web. Nel 2018 fonda la Marco Baldocchi Group inc. , agenzia specializzata in neuromarketing, a Miami (Florida) e la Emotek Reality ltd. , azienda che si occupa di realtà aumentata ( Miami ). Ricopre il ruolo di Responsabile Nazionale per l’Innovazione Tecnologica per Conflavoro ed è e Responsabile Comunicazione Stati Uniti per il MAIE. Relatore in eventi nazionali ed internazionali in ambito di neuromarketing, docente per realtà tra le quali la 24Ore Business School. Autore di “Neuromarketing per il food” (Flaccovio Editore) e co-autore negli U.S.A. nella pubblicazione “Money Matters Tips vol.2”. Votato dai membri della NMSBA (Neuromarketing Science & Business Association) come 6° miglior speaker nella Neuromarketing Series 2021

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