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L’utilizzo del facial coding nel Neuromarketing

FACIAL CODING, LA SUA EVOLUZIONE NEL TEMPO

Il concetto che noi riveliamo le nostre vere emozioni con le espressioni facciali è stato proposto nel 1872 dal famoso evoluzionista Charles Darwin nella sua opera: The Expression of the Emotions in Man and Animals.

Darwin credeva che i mammiferi rivelassero le loro emozioni con la faccia.

Tuttavia, l’argomento non fu preso molto sul serio fino agli anni ’60, quando Paul Ekman, professore di psicologia presso l’Università della California, iniziò a studiare il tema del facial coding e a seguito dei suoi numerosi viaggi all’estero, giunse alla conclusione che alcune espressioni facciali come paura, rabbia, tristezza, gioia e sorpresa potevano essere considerate universali, biologiche e quindi valide in tutte le culture.

In collaborazione con il Dr. Maureen O’Sulllivan, Ekman mise anche a punto uno studio, detto Progetto Wizards, sulle micro-espressioni facciali al fine di capire se le persone stessero dicendo la verità oppure se stessero mentendo.

Si tratta di piccole alterazioni involontarie nell’espressione facciale che possono indicare ad esempio ansia e disagio.

Si scoprì che solo una piccola percentuale di persone riusciva a riconoscere l’inganno in modo naturale.

Ekman chiamò queste persone i Truth Wizards.

il facial action coding system (facs)

Nel 1978, Paul Ekman e Wallace Friesen crearono il famoso Facial Action Coding System (FACS).

Il FACS è un manuale per identificare le micro-espressioni facciali ed attribuirne un significato psicologico. E’ un sistema che si basa sulla categorizzazione non solo delle espressione, ma anche su tutto il resto del corpo.

Come viene utilizzato il facial coding nel Neuromarketing?

Negli articoli precedenti, abbiamo analizzato varie tecniche tra cui l’eye tracking per capire cosa può colpire le persone, cosa le emoziona.

Abbiamo visto cosa sono i neuroni specchio e come questi agiscono sulle persone.

L’utilizzo del Facs (Facial Action Coding System) è un metodo infallibile per analizzare le risposte emotive in quanto le nostre espressioni non mentono mai.

Come dimostrato da vari studi del Neuromarketing, il volto è il punto principale di attenzione di ogni (potenziale) cliente.

Attraverso il volto possiamo estrapolare dettagli ed informazioni da integrare nelle strategie di marketing.

Questa tecnica è molto usata per capire le componenti emotive delle persone quando guardano ad esempio una pubblicità.

il facial coding per capire le vere emozioni

Dunque, abbiamo capito che le emozioni nella comunicazione non verbale hanno un ruolo molto importante.

Con il facial coding si può determinare il motivo per cui una campagna pubblicitaria funziona o meno.

Si può valutare le reazioni alle caratteristiche del prodotto proposto, predire il comportamento di acquisto futuro relativo ad un determinato prodotto e altro ancora.

Come funziona il Facial coding?

Le agenzie di comunicazione specializzate in Neuromarketing posseggono le tecnologie adatte per mettere in atto questo tipo di tecnica.

Stiamo parlando di software dedicati, videocamere e webcam messe a punto per effettuare un attento facial coding.

Utilizzando una delle sopraindicate tecnologie, viene chiesto ai partecipanti di guardare uno spot, un’applicazione mobile, un sito web, un prodotto specifico, un design, annusare un profumo particolare ecc..

Durante la visione, vengono captate e registrate tutte le micro-espressioni del partecipante, e viene altresì misurato il coinvolgimento emotivo complessivo rispetto contenuto visualizzato.

E se i partecipanti non esprimono emozioni?

Anche se molto raro, può capitare che un partecipante non dimostri segni particolari di emozione.

Si tratta dei cosiddetti “poker face“. 

Per questo motivo, la tecnica del facial coding non è mai utilizzata da sola, ma viene integrata con altri strumenti di Neuromarketing come ad esempio l’eye tracking ecc..

In questo modo è possibile ottenere informazioni più dettagliate e complete.

il risultato finale del facial coding

Con la combinazione di tutti i dati sopraelencati si ottiene un risultato complessivo in grado di fare luce sui seguenti punti:

  • Come gli utenti inconsciamente rispondono a singoli aspetti di uno specifico contenuto 
  • Come nel complesso viene sperimentato, percepito un determinato contenuto di marketing
  • Come un contenuto viene percepito rispetto alla concorrenza 
  • Cosa sarebbe utile modificare per rendere il contenuto più efficace

In conclusione, cosa pensano I tuoi clienti del tuo brand, pubblicità o prodotto? Puoi chiedere la loro opinione, ma puoi anche leggerglielo in faccia.

Seguimi sui social. Mi puoi trovare su instagram e facebook.

Oppure, se hai domande puoi scrivermi una email a m.baldocchi@on-web.net 

Marco Baldocchi
Marco Baldocchi
m.baldocchi@on-web.net

Marco Baldocchi è nato a Lucca nel 1978, laureato in Comunicazione e Marketing internazionale in Svizzera fonda nel 2005 l’agenzia di comunicazione On Web. Nel 2018 fonda la Marco Baldocchi Group inc. , agenzia specializzata in neuromarketing, a Miami (Florida) e la Emotek Reality ltd. , azienda che si occupa di realtà aumentata ( Miami ). Ricopre il ruolo di Responsabile Nazionale per l’Innovazione Tecnologica per Conflavoro ed è e Responsabile Comunicazione Stati Uniti per il MAIE. Relatore in eventi nazionali ed internazionali in ambito di neuromarketing, docente per realtà tra le quali la 24Ore Business School. Autore di “Neuromarketing per il food” (Flaccovio Editore) e co-autore negli U.S.A. nella pubblicazione “Money Matters Tips vol.2”. Votato dai membri della NMSBA (Neuromarketing Science & Business Association) come 6° miglior speaker nella Neuromarketing Series 2021

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