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Be social with us

Sei stupido? per alcuni brand… si!

Quale è il linguaggio che i brand usano sui social network?

I grandi brand utilizzano un linguaggio dedicato alle loro community di riferimento, è pertanto importante capire con chi si sta parlando per riuscire ad utilizzare le parole giuste.

Spesso però hanno tutti un fattore comune, parlano con un linguaggio elementare.

E’ di questi giorni la notizia di uno studio condotto dalla società TrackMaven che ha mostrato come i brand spesso utilizzino un linguaggio scolare di bassissimo grado. Il 67,3 % dei contenuti scritti su Facebook sono di un livello elementare di comprensione: un dato di per se assurdo se consideriamo che per essere un utente Facebook è necessario avere almeno 13 anni, cioè ragazzi che frequentano la scuola media.

linguaggio-da-bambini-facebook

La società TrackMaven di Washington ha studiato 5.804 pagine di Facebook (ciascuna con almeno 1.000 like) e oltre 1,5 milioni di post.

Il quadro che si evince da questa analisi è un po’ triste, l’utente Facebook spesso viene trattato come stupido, scopriamo quindi quali errori non dobbiamo commettere e cercherò di svelarvi qualche trucco che racconto spesso ai miei clienti..

I giorni della settimana: fine settimana oh yes!

Molto spesso con le aziende che seguo come strategia di comunicazione digitale consiglio di parlare nei giorni del finesettimana. Molto spesso infatti le aziende comunicano solo nei giorni lavorativi ma i nostri utenti il finesettimana sono spesso più ricettivi, hanno un’interazione maggiore con i contenuti creativi… anche sotto l’ombrellone!

Foto i video: fai il make-up al tuo post!

Emozioni è la parola magica. L’ 88% dei messaggi che includono foto attirano l’attenzione ed hanno un tasso di memorizzazione più alto, quelli con i video ottengono il 2,35 d’interazione in più. I post senza contenuti visual creano solo il 1,71 di coinvolgimento, perciò non voglio più vederti scrivere post senza foto o video! 😀

Punteggiatura, mai più senza!

Ti ricorda la scuola? Ebbene gli utenti subiscono il fascino nascosto della punteggiatura.. i messaggi conclusi con un punto esclamativo o un punto coinvolgono il triplo… hai capito!

Mentre i punti interrogativi provocano un aumento d’interesse verso i post del 23%, mi sembra chiaro no?

Non vendi giocattoli? Allora non parlare ai tuoi utenti come a dei bambini!

Spesso vedo brand usare messaggi da bambini “metti like se ti piace”, “condividi la nostra news”, ma siamo sicuri che gli utenti vogliano essere trattati come dei bambinoni?

I messaggi più complessi (80 – 90 parole) hanno una media di interazione del 6.19 in più, quelli con 70-80 parole circa il 3.42. I vecchi messaggi con 10-20 parole, il vecchio modo di fare social media marketing (sono ancora 1/3 dei messaggi online) creano solo 2 interazioni per post.

Trucchi? no buon senso.

Spesso mi chiedono quali sono le regole del buon social media marketing, io rispondo sempre: buonsenso. Capisci chi sono i tuoi utenti (non chiamarli target, non sei in guerra non devi colpirli ma instaurarci un dialogo).

Parla loro in modo adeguato al loro profilo, non aver paura, diventa uno di loro!

Marco Baldocchi
Marco Baldocchi
m.baldocchi@on-web.net

Marco Baldocchi è nato a Lucca nel 1978, laureato in Comunicazione e Marketing internazionale in Svizzera fonda nel 2005 l’agenzia di comunicazione On Web. Nel 2018 fonda la Marco Baldocchi Group inc. , agenzia specializzata in neuromarketing, a Miami (Florida) e la Emotek Reality ltd. , azienda che si occupa di realtà aumentata ( Miami ). Ricopre il ruolo di Responsabile Nazionale per l’Innovazione Tecnologica per Conflavoro ed è e Responsabile Comunicazione Stati Uniti per il MAIE. Relatore in eventi nazionali ed internazionali in ambito di neuromarketing, docente per realtà tra le quali la 24Ore Business School. Autore di “Neuromarketing per il food” (Flaccovio Editore) e co-autore negli U.S.A. nella pubblicazione “Money Matters Tips vol.2”. Votato dai membri della NMSBA (Neuromarketing Science & Business Association) come 6° miglior speaker nella Neuromarketing Series 2021

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